Prosegue la collaborazione con la redazione di PQEDITORI con la l'intervista a Giuseppe Di Bernardo inserita nell’ambito
dello special dedicato alla miniserie The secret, della quale G.Di Bernardo è il creatore. Il
bravissimo sceneggiatore, nonché noto disegnatore di Diabolik ci
rivelerà altre curiosità su una delle produzioni più avvincenti degli
ultimi anni.
Ci parli della sua formazione
Giuseppe Di Bernardo:
Ho frequentato il liceo artistico, dei corsi di grafica e
illustrazione, per poi approdare alla scuola internazionale di comics di
Firenze.
Quali autori l’hanno influenzata maggiormente
Giuseppe Di Bernardo:Io
sono stato profondamente influenzato dai bonelliani degli anni ’90.
Sono cresciuto a pane e Dall’Agnol, apprezzando enormemente anche autori
come Casertano, Stano e Brindisi. Per quanto riguarda il fumetto
d’autore, un posto d’onore ce l’hanno certamente Vittorio Giardino ed
Enrico Marini. A metà degli anni novanta ho lavorato con Marco Bianchini
e ho certamente assimilato una parte del suo stile e di quello di Fabio
Civitelli. Per disegnare Diabolik mi rifaccio alla caratterizzazione
che gli ha dato il maestro Sergio Zaniboni.
Ci può dire quale elemento grafico caratterizza maggiormente il suo tratto
Giuseppe Di Bernardo:Spiegarlo
a parole non è semplice. Direi la ricerca dell’equilibrio tra bianco e
nero, una certa vena “grafica”, ovvero della sintesi e, rispetto al
“Diabolik” tradizionale, cerco una maggiore dinamicità nelle
inquadrature.
Giuseppe Di Bernardo:Ho
esordito su una rivista contenitore che si intitolava “Demon Story”.
Poi ho creato “L’Insonne”, di cui ho disegnato il primo episodio e
sceneggiato il terzo. Sono seguite numerose esperienze, a cominciare da
“Mister No” con Marco Bianchini. Successivamente, a metà degli anni
novanta, ho iniziato la mia collaborazione con la Star Comics, casa
editrice con cui collaboro ancora oggi. Per la Star ho disegnato “Samuel
Sand” e “Lazarus Ledd”. Nel mio curriculum c’è anche tanta pubblicità.
Ho scritto spot e disegnato storyboard per GIG e Giochi Preziosi fino a
poco tempo fa.
Come è stato lavorare su Diabolik
Giuseppe Di Bernardo:Inaspettato,
emozionante, commovente e gratificante. Mi è arrivata questa
prestigiosa proposta quando stavo per lasciare il fumetto e dedicarmi
alla pubblicità a tempo pieno. Disegnare per “Il Re del Terrore” è stata
una grande opportunità e una sfida difficile. Oggi, dopo dieci anni, mi
guardo indietro, e devo dire che “il diavolo” non è spaventoso come lo
si dipinge.
Ci racconta qualche aneddoto della sua esperienza sul Re del Terrore
Giuseppe Di Bernardo:Aneddoti
ce ne sarebbero tanti. Però, tutta la collaborazione è nata dopo un
evento singolare, ovvero dopo un mio “furto”. Sono colpevole, signori
della corte. Sono colpevole di aver rubato da una edicola un cartone
pubblicitario che rappresentava un bacio tra Eva e Diabolik. Lo rubai a
notte fonda, senza un vero motivo. Non sono mai stato un lettore
affezionato di Diabolik, ma quella immagine mi stregò. Gettai il cartone
in auto mentre l’edicolante bestemmiava dalla finestra. Solo pochi
giorni dopo, incredibilmente, ho ricevuto la proposta di fare delle
prove per l’Astorina. Il caso è Dio che passeggia in incognito.
Giuseppe Di Bernardo:Scrivere
di questo argomento è sempre stato un mio pallino. Ho iniziato a
leggere con i libri di Peter Kolosimo che, per una curiosa sincronicità,
è morto proprio il giorno in cui ho acquistato il suo “Non è
terrestre”. Crescendo sono rimasto affascinato da “Communion” di Whitley
Strieber e “Intrusi” di Budd Hopkins e, ancor prima di diventare un
fumettista, vent’anni fa, decisi che avrei fatto un fumetto con queste
tematiche. Purtroppo ho dovuto aspettare fino ad oggi per vedere questo
piccolo sogno realizzarsi. Evidentemente non era ancora il momento
giusto. Questi fumetti sembravano toccare l’interesse solo degli
appassionati e non della gente comune. Poi è cambiato qualcosa. Forse
grazie alla rete o a trasmissioni come “Voyager” e “Mistero”, certe
tematiche sono state sdoganate, oppure è cambiato qualcosa nella
consapevolezza della gente. Ad una piccola conferenza ufologica che
parlava di dischi volanti alla vecchia maniera di “viti e bulloni” come
si dice, all’improvviso un distinto signore si è alzato e ha detto:
“Salve, io sono un avvocato. Vorrei dirvi che sarebbe il caso di
smettere di parlare di luci nel cielo, di avvistamenti ecc.
Personalmente sono certo che esistano, perché quando ero bambino,
andando in bicicletta, ad una curva mi sono trovato un enorme padellone
argenteo davanti. Io so già che esistono e vorrei capire cosa vogliono”.
In quel momento ho compreso che le persone stavano cambiando
atteggiamento. Forse quelle creature, qualsiasi cosa siano, avevano
varcato la soglia della nostra mente. Ed erano qui. Ora. Se ne poteva
parlare.
Giuseppe Di Bernardo:Dal
punto di vista editoriale, ormai sono rodato. Trovare i disegnatori,
coordinarsi etc. non è più un problema. La rete Mi ha semplificato di
molto il lavoro. I disegnatori li avevo raccolti nei mesi precedenti,
perché continuamente, nella mia casella mail, ricevo offerte di
collaborazione. Io archivio tutte le mail e se l’autore è valido lo
metto in contatto con chi cerca collaboratori. Credo sia giusto
innescare questo rapporto di collaborazione. Basta pochissimo per
aiutare un disegnatore valido a realizzare il proprio sogno. Il guaio di
lavorare con esordienti è che vanno continuamente seguiti. La sfortuna
dei miei collaboratori è che, essendo per prima cosa un disegnatore, gli
correggo anche le vignette, rendendogli la vita un inferno. Però sono
certo, che alla fine del viaggio, sarà stata per loro una ottima
palestra.
Narrativamente la cosa più difficile era trovare il bandolo della matassa di “The Secret”. Nel campo del complottismo si dice tutto il contrario di tutto e scovare una teoria coerente è stato più complesso che unificare le leggi della fisica moderna. Oltre alle teorie, però, per una fiction a fumetti sono fondamentali i personaggi e i sentimenti.
Narrativamente la cosa più difficile era trovare il bandolo della matassa di “The Secret”. Nel campo del complottismo si dice tutto il contrario di tutto e scovare una teoria coerente è stato più complesso che unificare le leggi della fisica moderna. Oltre alle teorie, però, per una fiction a fumetti sono fondamentali i personaggi e i sentimenti.
Come è stato lavorare con un grande scrittore come Lucarelli
Giuseppe Di Bernardo:Una
grande occasione e un grande onore. Sono da sempre un lettore di Carlo e
le sue atmosfere avevano pesantemente influenzato la scrittura de
“L’Insonne”. Quando Mauro Smocovich mi ha invitato a partecipare al
progetto ho accettato subito. La mia funzione è stata soprattutto
mettere a punto la macchina “Cornelio”. Sono sceso in pista per i primi
tre giri, poi ho passato il comando a Mauro che ha concluso la
miniserie.
Ci parli dei suoi progetti futuri
Giuseppe Di Bernardo:Stiamo
terminando l’ultimo episodio di “The Secret” e speo in un epilogo che
colpisca al cuore i lettori. Contemporaneamente sto terminando di
disegnare un episodio di Diabolik e spero che ci venga data, a Jacopo
Brandi e a me, la possibilità di disegnarne anche la copertina.
Sto mettendo a punto alcuni progetti da presentare in Star Comics; la prima è una miniserie di fantascienza scritta con Massimiliano Guadagni, un autore che a mio parere ha molto talento inespresso. Vi regalo l’incipit provvisorio:
“I social network ci hanno cambiato la vita, ma presto potrebbero cambiarci anche l’anima. In un futuro prossimo non condivideremo solo foto, video o opinioni, ma la parte più profonda e privata di noi stessi: le nostre emozioni. Da questa idea prende spunto “R.E.M. Tutti devono dormire, prima o poi”. Più di una miniserie a fumetti, un sogno premonitore.”
L’altra proposta… beh, non posso davvero rivelarvela. Convincere la casa editrice di Perugia a realizzarla sarà una missione impossibile. Si tratta di un germoglio che sta nascendo e come tale va difeso. Le idee, quando sono piccole e in formazione, sono molto vulnerabili.
Sto mettendo a punto alcuni progetti da presentare in Star Comics; la prima è una miniserie di fantascienza scritta con Massimiliano Guadagni, un autore che a mio parere ha molto talento inespresso. Vi regalo l’incipit provvisorio:
“I social network ci hanno cambiato la vita, ma presto potrebbero cambiarci anche l’anima. In un futuro prossimo non condivideremo solo foto, video o opinioni, ma la parte più profonda e privata di noi stessi: le nostre emozioni. Da questa idea prende spunto “R.E.M. Tutti devono dormire, prima o poi”. Più di una miniserie a fumetti, un sogno premonitore.”
L’altra proposta… beh, non posso davvero rivelarvela. Convincere la casa editrice di Perugia a realizzarla sarà una missione impossibile. Si tratta di un germoglio che sta nascendo e come tale va difeso. Le idee, quando sono piccole e in formazione, sono molto vulnerabili.
Link consigliati
Il mio blog: http://dibernardocomics.blogspot.com/
Il blog di The Secret: http://thesecretcomics.blogspot.com/
Il sito de L’Insonne: www.insonne.net
Il blog di The Secret: http://thesecretcomics.blogspot.com/
Il sito de L’Insonne: www.insonne.net
Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo





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