domenica 13 novembre 2011

Giuseppe Di Bernardo: Intervista


 
Prosegue la collaborazione con la redazione di PQEDITORI con la l'intervista a Giuseppe Di Bernardo inserita nell’ambito dello special dedicato alla miniserie The secret, della quale G.Di Bernardo è il creatore. Il bravissimo sceneggiatore, nonché noto disegnatore di Diabolik ci rivelerà altre curiosità su una delle produzioni più avvincenti degli ultimi anni.
Ci parli della sua formazione
Giuseppe Di Bernardo: Ho frequentato il liceo artistico, dei corsi di grafica e illustrazione, per poi approdare alla scuola internazionale di comics di Firenze.
Quali autori l’hanno influenzata maggiormente
Giuseppe Di Bernardo:Io sono stato profondamente influenzato dai bonelliani degli anni ’90. Sono cresciuto a pane e Dall’Agnol, apprezzando enormemente anche autori come Casertano, Stano e Brindisi. Per quanto riguarda il fumetto d’autore, un posto d’onore ce l’hanno certamente Vittorio Giardino ed Enrico Marini. A metà degli anni novanta ho lavorato con Marco Bianchini e ho certamente assimilato una parte del suo stile e di quello di Fabio Civitelli. Per disegnare Diabolik mi rifaccio alla caratterizzazione che gli ha dato il maestro Sergio Zaniboni.
Ci può dire quale elemento grafico caratterizza maggiormente il suo tratto
Giuseppe Di Bernardo:Spiegarlo a parole non è semplice. Direi la ricerca dell’equilibrio tra bianco e nero, una certa vena “grafica”, ovvero della sintesi e, rispetto al “Diabolik” tradizionale, cerco una maggiore dinamicità nelle inquadrature.
Ci parli delle sue primissime esperienze lavorative
Giuseppe Di Bernardo:Ho esordito su una rivista contenitore che si intitolava “Demon Story”. Poi ho creato “L’Insonne”, di cui ho disegnato il primo episodio e sceneggiato il terzo. Sono seguite numerose esperienze, a cominciare da “Mister No” con Marco Bianchini. Successivamente, a metà degli anni novanta, ho iniziato la mia collaborazione con la Star Comics, casa editrice con cui collaboro ancora oggi. Per la Star ho disegnato “Samuel Sand” e “Lazarus Ledd”. Nel mio curriculum c’è anche tanta pubblicità. Ho scritto spot e disegnato storyboard per GIG e Giochi Preziosi fino a poco tempo fa.
Come è stato lavorare su Diabolik
Giuseppe Di Bernardo:Inaspettato, emozionante, commovente e gratificante. Mi è arrivata questa prestigiosa proposta quando stavo per lasciare il fumetto e dedicarmi alla pubblicità a tempo pieno. Disegnare per “Il Re del Terrore” è stata una grande opportunità e una sfida difficile. Oggi, dopo dieci anni, mi guardo indietro, e devo dire che “il diavolo” non è spaventoso come lo si dipinge.
Ci racconta qualche aneddoto della sua esperienza sul Re del Terrore
Giuseppe Di Bernardo:Aneddoti ce ne sarebbero tanti. Però, tutta la collaborazione è nata dopo un evento singolare, ovvero dopo un mio “furto”. Sono colpevole, signori della corte. Sono colpevole di aver rubato da una edicola un cartone pubblicitario che rappresentava un bacio tra Eva e Diabolik. Lo rubai a notte fonda, senza un vero motivo. Non sono mai stato un lettore affezionato di Diabolik, ma quella immagine mi stregò. Gettai il cartone in auto mentre l’edicolante bestemmiava dalla finestra. Solo pochi giorni dopo, incredibilmente, ho ricevuto la proposta di fare delle prove per l’Astorina. Il caso è Dio che passeggia in incognito.
Come nasce l’idea di “The Secret”
Giuseppe Di Bernardo:Scrivere di questo argomento è sempre stato un mio pallino. Ho iniziato a leggere con i libri di Peter Kolosimo che, per una curiosa sincronicità, è morto proprio il giorno in cui ho acquistato il suo “Non è terrestre”. Crescendo sono rimasto affascinato da “Communion” di Whitley Strieber e “Intrusi” di Budd Hopkins e, ancor prima di diventare un fumettista, vent’anni fa, decisi che avrei fatto un fumetto con queste tematiche. Purtroppo ho dovuto aspettare fino ad oggi per vedere questo piccolo sogno realizzarsi. Evidentemente non era ancora il momento giusto. Questi fumetti sembravano toccare l’interesse solo degli appassionati e non della gente comune. Poi è cambiato qualcosa. Forse grazie alla rete o a trasmissioni come “Voyager” e “Mistero”, certe tematiche sono state sdoganate, oppure è cambiato qualcosa nella consapevolezza della gente. Ad una piccola conferenza ufologica che parlava di dischi volanti alla vecchia maniera di “viti e bulloni” come si dice, all’improvviso un distinto signore si è alzato e ha detto: “Salve, io sono un avvocato. Vorrei dirvi che sarebbe il caso di smettere di parlare di luci nel cielo, di avvistamenti ecc. Personalmente sono certo che esistano, perché quando ero bambino, andando in bicicletta, ad una curva mi sono trovato un enorme padellone argenteo davanti. Io so già che esistono e vorrei capire cosa vogliono”. In quel momento ho compreso che le persone stavano cambiando atteggiamento. Forse quelle creature, qualsiasi cosa siano, avevano varcato la soglia della nostra mente. Ed erano qui. Ora. Se ne poteva parlare.
Qual’è stata la fase più complessa di questo progetto
Giuseppe Di Bernardo:Dal punto di vista editoriale, ormai sono rodato. Trovare i disegnatori, coordinarsi etc. non è più un problema. La rete Mi ha semplificato di molto il lavoro. I disegnatori li avevo raccolti nei mesi precedenti, perché continuamente, nella mia casella mail, ricevo offerte di collaborazione. Io archivio tutte le mail e se l’autore è valido lo metto in contatto con chi cerca collaboratori. Credo sia giusto innescare questo rapporto di collaborazione. Basta pochissimo per aiutare un disegnatore valido a realizzare il proprio sogno. Il guaio di lavorare con esordienti è che vanno continuamente seguiti. La sfortuna dei miei collaboratori è che, essendo per prima cosa un disegnatore, gli correggo anche le vignette, rendendogli la vita un inferno. Però sono certo, che alla fine del viaggio, sarà stata per loro una ottima palestra.
Narrativamente la cosa più difficile era trovare il bandolo della matassa di “The Secret”. Nel campo del complottismo si dice tutto il contrario di tutto e scovare una teoria coerente è stato più complesso che unificare le leggi della fisica moderna. Oltre alle teorie, però, per una fiction a fumetti sono fondamentali i personaggi e i sentimenti.
 
Come è stato lavorare con un grande scrittore come Lucarelli
Giuseppe Di Bernardo:Una grande occasione e un grande onore. Sono da sempre un lettore di Carlo e le sue atmosfere avevano pesantemente influenzato la scrittura de “L’Insonne”. Quando Mauro Smocovich mi ha invitato a partecipare al progetto ho accettato subito. La mia funzione è stata soprattutto mettere a punto la macchina “Cornelio”. Sono sceso in pista per i primi tre giri, poi ho passato il comando a Mauro che ha concluso la miniserie.
Ci parli dei suoi progetti futuri
Giuseppe Di Bernardo:Stiamo terminando l’ultimo episodio di “The Secret” e speo in un epilogo che colpisca al cuore i lettori. Contemporaneamente sto terminando di disegnare un episodio di Diabolik e spero che ci venga data, a Jacopo Brandi e a me, la possibilità di disegnarne anche la copertina.
Sto mettendo a punto alcuni progetti da presentare in Star Comics; la prima è una miniserie di fantascienza scritta con Massimiliano Guadagni, un autore che a mio parere ha molto talento inespresso. Vi regalo l’incipit provvisorio:
“I social network ci hanno cambiato la vita, ma presto potrebbero cambiarci anche l’anima. In un futuro prossimo non condivideremo solo foto, video o opinioni, ma la parte più profonda e privata di noi stessi: le nostre emozioni. Da questa idea prende spunto “R.E.M. Tutti devono dormire, prima o poi”. Più di una miniserie a fumetti, un sogno premonitore.”
L’altra proposta… beh, non posso davvero rivelarvela. Convincere la casa editrice di Perugia a realizzarla sarà una missione impossibile. Si tratta di un germoglio che sta nascendo e come tale va difeso. Le idee, quando sono piccole e in formazione, sono molto vulnerabili.
Link consigliati
Il mio blog: http://dibernardocomics.blogspot.com/
Il blog di The Secret: http://thesecretcomics.blogspot.com/
Il sito de L’Insonne: www.insonne.net
Di Ivano Garofalo e Pasquale Vitolo

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